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Passeggiando per i conventi monzesi

Passeggiando per i conventi monzesi

Non avete mai fatto caso a quanti conventi ci sono a Monza? Io li osservo spesso nelle mie passeggiate in bicicletta e cerco sempre di immaginare che vita ci sia dietro quelle finestre sempre cosi’ silenziose…

Monza vide infatti fin dai tempi del Medioevo molti interventi di edilizia conventuale. E’ sempre stata molto ricca di conventi, per mantenere probabilmente la sua indipendenza da Milano, in seguito allo Scisma Tricapitolino al quale aderi’ la regina Teodolinda.

Gli ordini mendicanti si insediarono lungo le vie principali della citta’ e si integrarono sempre di piu’ con la vita del borgo, mentre l’ordine religioso degli Umiliati, grandi produttori di panni di lana, edifico’ diverse “case-convegno” .

Nei conventi si svolgeva una vita molto intensa, alternata fra preghiera e lavoro, sempre a stretto contatto con le altre persone e di conseguenza a discapito della privacy di ognuno. Venivano svolte diverse attivita’ che hanno poi dato vita ad oggetti od usanze tramandate fino ad oggi: ad esempio il tovagliolo fu inventato dai monaci che producevano la birra, i quali per assaggiarla si passavano i boccali e li pulivano con degli stracci. Oppure i monaci certosini inventarono il famoso formaggio Certosino tipico della Lombardia. Molti ordini invece svolgevano funzioni di cure per i malati, diventando cosi’ degli ospedali o case di cura.

La prima Chiesa che abbiamo visitato è quella di Santa Maria in Strada, cosi’ chiamata perché si trovava sulla strada che portava a Milano: è quella chiesetta che io ho sempre adorato fin da piccola, che spunta in mezzo alle vetrine di Via Italia e ti invoglia ad entrare a visitarla. Molto carino anche il suo chiostro, con al centro il grande ulivo, simbolo di salvezza. Rivediamo in esso rispettata la classica pianta: Il chiostro è caratterizzato da uno spazio a cielo aperto, generalmente quadrato o rettangolare, circondato su più lati da corridoi coperti, che si aprono sullo spazio centrale con una serie di arcate. Un lato è verso la Chiesa per simboleggiare l’amore Dio, un lato verso la strada per simboleggiare l’amore verso il prossimo. Dal chiostro poi si puo’ passare nel cortile dell’attuale scuola media Confalonieri, che appunto anticamente era un convento francescano e dove si possono vedere ancora il dormitorio e gli spazi comuni utilizzati dai monaci. La chiesa infatti sorge su un antico convento dei Frati Francescani detti “della Penitenza”, che permisero che venisse convertito in un oratorio nel 1348. Proprio in questa Chiesa nacque il primo asilo monzese, voluto dal Re Umberto I.

Passeggiando poi per le viette del centro siamo entrati nel cortile della Casa degli Umiliati, sede attuale dei Musei civici di Monza. Gli Umiliati erano un ordine potentissimo in citta’. L’eificio, realizzato nella seconda metà del 400, un tempo era sede del Convegno del Terzo Ordine degli Umiliati. Il complesso edilizio rimane l’unica testimonianza dell’attività svolta per diversi secoli a Monza dall’Ordine stesso nel campo dell’assistenza sanitaria ai poveri e nella produzione dei panni di lana. Fu uno dei molti movimenti spirituali sorti in contrasto ai costumi e alla ricchezza diffusa, spesso ostentata dal clero, proponendo un ritorno verso una vita più austera e semplice.

Inizialmente condannati come eretici, furono poi reintegrati con bolla di Innocenzo III. L’ordine venne poi soppresso nel 1571 da San Carlo Borromeo.Nel XVI secolo infatti, con la Controriforma, i movimenti di questo tipo, che potevano facilmente scivolare su posizioni di opposizione di principio alla Chiesa, vennero scoraggiati. Gli Umiliati in particolare erano sospettati di calvinismo: essi entrarono in contrasto con l’arcivescovo di Milano, Carlo Borromeo.

Un membro dell’ordine, Gerolamo Donato detto il Farina, cerco’ di assassinarlo con un colpo di archibugio alle spalle. Il colpo mancò il bersaglio (data la fama di santità che già circondava il Borromeo, il fatto venne visto come un segno miracoloso della protezione divina nei suoi confronti), ma l’attentato provocò una dura repressione e l’ordine venne cosi’ soppresso, lasciando il posto ai Barnabiti.

A Monza gli Umiliati erano ricchissimi, gestendo ingenti somme di denaro. Potevano venire considerati come dei banchieri, infatti fornivano i soldi ai nobili per portare avanti le loro guerre. Hanno quindi avuto un ruolo decisivo nella vita della nostra citta’.

Dopo l’edificio dei Musei Civici ci siamo diretti verso la Chiesta di San Michele, arrivando in un uno degli angoli piu’ caratteristici della nostra citta’. Si trova in una piazzetta piccolina, silenziosa, nascosta al centro e alle vie dello shopping e fu lo scenario della storia della Monaca di Monza. Proprio qui infatti sorgeva il convento che ospito’ Marianna De Leyva, diventata poi Monaca e Signora di Monza.

Ma avremo modo di raccontarvi tutta questa affascinante storia…


Monzese doc, curiosa scopritrice della propria città, amante degli eventi particolari, romantica cittadina che adora girare sulla sua bicicletta alla scoperta di cose nuove da condividere.

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