OXI per il benessere

Domenica 4 luglio in Grecia si è svolto un referendum che, in sostanza, chiedeva al popolo di esprimersi su quale Europa vogliono e questi hanno risposto oxi, cioè no, sottolineando con forza che loro – ma non solo loro – non vogliono un’Europa come è ora, ovvero fondata sulla finanza, sul consumismo, sulla competizione, sull’individualismo e su una enorme disuguaglianza nella distribuzione delle risorse. Di fatto, una realtà con queste caratteristiche non può essere portatrice di benessere poiché intrinsecamente non contempla l’altro, ma solo uno sconfinato bisogno personale. La questione degli immigrati, verso i quali l’Europa si è mostrata indifferente, è un esempio di cosa “per noi” significa l’altro, quello che è diverso da noi! E forse i greci, con questo referendum, con Oxi, per primi hanno fatto sentire la voce del dissenso, rispetto ad un modello di vita, quello dell’austerity e dell’Europa delle banche, patologico.

Per poter vivere una dimensione di benessere, sia sul piano individuale che sociale, è necessario avere dentro di sé l’altro, cioè l’idea e il bene dell’altro. Questa presenza, per esempio, permette a gran parte di noi di non essere degli assassini, oppure ci orienta il modo in cui ci vestiamo ogni giorno… e sembra mancare in gran parte degli aspetti delle politiche europee, che hanno a cuore interessi particolari.

Oggi, anche rispetto a sfide globali come il terrorismo di matrice islamica, l’incipiente crisi economica in Asia, l’inquinamento globale, i flussi migratori, eccetera, eccetera, l’Europa dovrebbe puntare a fondare una collettività centrata sul benessere: un luogo in cui tutti vorrebbero vivere.

In questo senso, l’Oxi greco diventa il simbolo di una richiesta di cambiamento verso il meglio, verso il benessere, innanzitutto sociale, che si dovrebbe tradurre in un ripensamento degli assetti europei, ormai incardinati solo su finanza e moneta. Un ripensamento che includa elementi collettivistici, come la cooperazione e non solo la competizione, come l’uso oculato e più pragmatico delle risorse invece che spingere solo verso il consumo e una più equa distribuzione delle risorse, visto che a livello mondiale il 45% di queste sono in possesso di circa il 15% della popolazione terrestre. Fare tutto questo è fare benessere!

Andrea Spatuzzi


Monzese doc, curiosa scopritrice della propria città, amante degli eventi particolari, romantica cittadina che adora girare sulla sua bicicletta alla scoperta di cose nuove da condividere.

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