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Regina Margherita di Savoia: il profilio serio

Regina Margherita di Savoia: il profilio serio

La nostra Regina Margherita merita di essere conosciuta come personaggio, perché era una donna incantevole, dal fascino straordinario, che fece la storia con la sua personalita’…ma anche perché amo’ molto la citta’ di Monza.

Che Margherita fosse destinata ad essere una Regina al di fuori degli schemi lo si capi’ fin da piccola per l’educazione che ricevette: ripetto a quella delle fanciulle di sangue reale dell’epoca fu molto piu’ approfondita ed arricchita da una grande curiosita’ mentale.

Appena sedicenne fu chiesta in sposa dal cugino Umberto, ventitreenne, il quale pero’ era gia’ impegnato in una relazione da ormai un anno con Egidia Attendolo Bolognini in Litta Visconti Arese, dama molto bella e chiacchierata, che rimarra’ per tutta la vita l’amante del re.

Non si puo’ certo dire che il loro fosse stato un matrimonio d’amore, ma Margherita era, per carattere, ambiziosa e di conseguenza orgogliosa di diventare Regina: fu quello il vero sentimento che la spinse ad accettare.

Inizialmente assunse il ruolo di dama d’Italia: rivelo’ subito delle grandi doti di intuito politico e seppe accattivarsi l’entusiasmo popolare. In un’Italia appena unita e bisognosa di simboli unificanti, seppe creare magistralmente un suo stile per contribuire al radicamento e alla costruzione della dimensione nazionale della casa Savoia.

Trasferitasi a Napoli, dove nel 1869 nacque l’unico figlio Vittorio Emanuele III, iniziarono i grandi viaggi lungo la penisola, soprattutto al sud, che si dimostrarono dei veri bagni di folla. Margherita infatti, sia da principessa che da regina, ebbe sempre molto successo, sicuramente piu’ del marito, anche grazie alle sue bizzarre abitudini, come per esempio indossare i costumi locali ed apprezzare molto le varie tradizioni del posto che visitava.

Piu’ dfficolta’ rappresentava invece la citta’ di Roma, e a lei tocco’ il complicato compito di conciliare il successo della monarchia con il rispetto del pontefice. Margherita anche in questo caso non falli’, anzi divenne il punto di riferimento della sfrenata vita mondana romana, che era poi il suo modo di fare politica: una vera e propria regina delle pubbliche relazioni, potremmo dire. La reggia romana divenne cosi’ uno dei salotti piu’ ambiti ed esclusivi di tutta l’Europa.

Intanto il matrimonio stava peggiorando sempre piu’: sembra che, proprio nelle stanze della Villa Reale di Monza, Margherita avesse scoperto Umberto e la Contessa Egidia Litta in atteggiamenti intimi e fosse scappata a Torino. I Savoia pero’ la convinsero a ritornare per ricoprire il suo ruolo di regina, cosa che fece fino alla sua morte, portando avanti con Umberto un matrimonio in bianco, come si suol dire.Da quel viaggio a Torino pare pero’ che fosse tornata incinta di un bambino che poi perse, ma non si hanno molte informazioni precise.

Margherita ed Umberto continuarono a condurre ognuno la propria vita privata, ma furono anche dei sovrani collaborativi in diverse occasioni.

Dall’altra parte lei inizio’ a costruirsi una sua immagine, tenendo sempre ben presente il suo obiettivo di accresere la Corona e ritagliandosi anche un ruolo di protettrice e visitatrice di ospedali, ospizi, scuole, societa’ di carita’, guadagnandosi cosi’ fama di grande devota.

Negli anni 80, grazie a diversi scrittori e letterati, si puo’ dire che nacque proprio il culto di Margherita, che possiamo chiamare “margheritismo”: a lei si ispiravano i giornale di moda, i cappelli, la pizza, gli abiti, le torte. Era diventata un simbolo di rigenerazione!

Gli anni ’90 poi furono proprio l’apice del successo della Regina, anche se la sua vita familiare peggiorava sempre piu’: Umberto era in quel periodo conteso dalla storica amante Egidia e dalla “contessa fatale” Vincenza Publicola Santacroce in Sforza Cesarini, dando cosi’ origine ad un grande scandalo in Quirinale. Margherita, oltre all’amante “ufficiale”, dovette fare i conti per tutta la sua vita coniugale con le varie donne che giravano intorno al Re, il quale non disdegnava le varie attenzioni sia delle domestiche, sia delle nobildonne…e sembra addirittura che, da grande appassionato di tecnologia, tenesse anche un album fotografico di tutte le sue amanti. Insomma, Margherita era sicuramente anche una donna molto accondiscendente!

L’assassinio di Umberto il 29 luglio 1900 fu sicuramente per Margherita un motivo di grande dolore, ma seppe anche in quella circostanza rinsaldare il suo mito, comportandosi perfettamente da vedova addolorata come il popolo si aspettava di vederla.

Dopo la scomparsa del marito, non volle uscire di scena ma continuo’ ad avere molto successo fra i sudditi: aumento’ i suoi viaggi in giro per il mondo e le sue opere pie.

I rapporti con il figlio Vittorio Emanuele III e la moglie si deteriorarono pero’ sempre piu’, perché lui non volle tenere conto dei consigli della madre e della sua presenza al fianco.

Margherita inizio’ a trascorrere così molto piu’ tempo a Bordighera e Gressoney, luoghi amati da lei, ma in ogni caso mantenendo una grande presenza nella vita sociale, fra ricevimenti, inviti salotti, ospedali….

Mori’ il 4 gennaio del 1926 a Bordighera e l’amore del suo popolo le si dimostro’ per l’ultima volta nel viaggio che fece la sua salma al Pantheon di Roma, dove è sepolta.

Margherita: la grande e forse unica Regina d’Italia.


Monzese doc, curiosa scopritrice della propria città, amante degli eventi particolari, romantica cittadina che adora girare sulla sua bicicletta alla scoperta di cose nuove da condividere.

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