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Bella Jaio: a Monza una panchina e un platano in ricordo di Jacopo

 

Bella Jaio: così Jacopo Abramo, per tutti Jajo, veniva salutato dai suoi amici quando si incontravano al bar di via Bertacchi, nel quartiere Libertà di Monza. E Bella Jajo continua a risuonare ogni volta che i ragazzi si siedono sulla panchina che i genitori di Jajo hanno posizionato nell’area verde davanti a quel bar, piantando anche un platano nel ricordo del figlio.

Mamma Silvana e papà Rocco cercano di non farsi distruggere dal dolore per la morte di Jajo, mancato lo scorso dicembre a soli 24 anni, a causa di un male incurabile. Le lacrime continuano a scorrere e loro si sforzano di lenire la disperazione portando avanti quei sogni che Jajo avrebbe voluto realizzare: lottare per la salvaguardia e la difesa dell’ambiente.

Jajo era iscritto alla facoltà di Ingegneria Energetica e il saluto Bella Jajo si è trasformato in un progetto dove si uniscono l’impegno contro l’inquinamento e la vitalità del giovane che amava stare insieme agli amici, ridere, scherzare e divertirsi come intere generazioni hanno fatto riunendosi sulle panchine dei parchetti.

Mamma Silvana, supportata dal team Bella Jajo, ha raccolto fondi e chiesto le autorizzazioni al Comune di Monza per posizionare una panchina e un platano nei luoghi frequentati dal figlio. La prima panchina e la prima pianta sono state messe nella piccola area verde davanti al bar del quartiere dove Jajo viveva; le altre verranno posizionate, sempre a Monza, ai giardinetti del Nei, nei giardini delle scuole De Amicis e Confalonieri,  e davanti al liceo scientifico Frisi.

La scelta del platano non è casuale: è una pianta che pulisce l’aria dagli agenti inquinanti. Una pianta che crescerà e farà ombra a quelle panchine sulle quali si siederanno tante persone di tutte le età. Per poter realizzare questo sogno mamma Silvana ha deciso che il cuore di Jajo doveva continuare a battere nel petto di tutti coloro che lo avevano conosciuto e amato.

Da qui l’idea di realizzare delle t-shirt firmate Bella Jajo con stampate le fotografie degli ultimi anni di spensieratezza del figlio in trasferta con la scuola, con gli amici, con i genitori.

Magliette che sono andate a ruba e questa estate è scattato anche l’hastag #BellaJajo con decine di post sulla pagina facebook di Jacopo (che papà Rocco continua a tenere aperta e viva) con le foto degli amici che, in vacanza in Italia e nel mondo, indossano la maglietta Bella Jajo .

Nella certezza che Jajo continuerà a vivere, non solo nel cuore di mamma Silvana, papà Rocco e della sorella Carlotta, ma anche in quello degli amici, dei professori e di chi, passeggiando per Monza, cercherà un po’ di ristoro, ombra e aria pulita sulla panchina di Bella Jajo.

Barbara Apicella

 

Bella Jaio


Giornalista free lance dal 1997: ama raccontare storie, far scoprire gli angoli curiosi e nascosti di Monza, dar voce alle situazioni più delicate ed emozionanti.

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