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Gita fuori porta: foliage in Val Muggiasca, tra borghi, natura e alpeggi

Una gita fuori porta è forse quello che serve in un momento delicato come questo, sempre mantenendo tutte le precauzioni, ma per rilassarsi in mezzo alla natura.

Sopra il ramo di Lecco, c’è una terra che nel tempo ha saputo mantenere intatto il suo aspetto agricolo e pastorale. Zona di alpeggi, borghi in pietra e natura incontaminata, ospita molti sentieri adatti anche alle famiglie con bambini. È il luogo ideale per far castagne e godere di tutte le sfumature dell’autunno.

Siamo in Val Muggiasca, provincia di Lecco. Scopriamola con un itinerario tra borghi e natura che regala un finale emozionante con vista laghi di Como e di Lugano e la bellezza delle Grigne. 

La nostra prima tappa è VENDROGNO

Un antico borgo a 730 metri di altitudine, incastonato sul fianco del Monte Muggio e attraversato dal fiume Piovena. 

Vi dimorano circa 300 anime ma se visitate il paese al mattino, c’è un silenzio così surreale da sembrare disabitato. Se non fosse per un vivace negozietto di alimentari che raduna tutti gli abitanti pazientemente in attesa del proprio turno. A proposito, se il meteo concede ancora un pasto all’aperto, consiglio di farvi preparare dei panini con i formaggi locali e la bresaola della Valsassina!

Lasciate il vostro mezzo nell’ampio parcheggio a destra proprio sotto al negozio di alimentari. 

 

Cosa c’è da vedere a Vendrogno?

 

  • La stretta via Roma che attraversa tutto il centro storico del paese
  • Una piazzetta con la chiesa trecentesca di S. Antonio Abate la cui facciata invita ad entrare. Contiene un importante ciclo di affreschi della Passione di Cristo risalenti al ‘500.
  • Le case in pietra con gli antichi portoni che ne testimoniano il passato, i fienili convertiti ad abitazioni, gli strumenti tipici contadini, la legna accatastata per i camini e le pannocchie lasciate essiccare al sole. 
  • Il caratteristico MUU Museo del latte e della storia della Muggiasca. È un museo etnografico che vi farà immergere nella storia, nelle tradizioni e nei costumi della valle, con una particolare attenzione alle fasi della lavorazione del latte. Nel percorso di visita principale troverete la strumentazione completa della trasformazione del latte, esposta nelle quattro sale dell’ex Latteria turnaria, di cui si conserva in larga parte l’architettura originaria. Le altre sale ospitano oggetti, immagini, materiali d’archivio e supporti multimediali legati a diversi aspetti del paese: dal bosco alla vita domestica, dall’ emigrazione alla bellezza del paesaggio. Segnalo che il museo è gestito da volontari e che a causa dell’emergenza sanitaria, le visite guidate si accettano solo previo appuntamento telefonico al seguente numero: 0341.870157
  • L’antico lavatoio, proseguendo oltre il Museo del Latte. Lo troverete in un piazzale sulla sinistra, scendendo qualche gradino. Fatevi guidare dal rumore dell’acqua. Percorrete la stradina in pietra che costeggia il lavatoio, in discesa per poi risalire verso il parcheggio dove avete lasciato il vostro mezzo. 

 

Seconda tappa: SANICO

 

Potete raggiungere il paese a piedi da Vendrogno percorrendo un bellissimo sentiero tra i castagni con 200 mt di dislivello in salita, oppure arrivare direttamente in auto, dove troverete un comodo parcheggio. 

Sanico è un altro gioiellino in pietra ben conservato. Vi risiedono coraggiosamente una ventina di persone, nonostante l’assenza di attività che garantiscano beni di prima necessità. Camminando lungo gli stretti vicoli in pietra, si è accompagnati dai soli rumori dell’acqua corrente di un antico lavatoio, il miagolio di un gatto adottato dal paese e qualche cane che annuncia il nostro arrivo agli abitanti. 

Nulla è lasciato al caso. Gli antichi portali e i davanzali abbelliti da fiori, il ferro battuto, i palazzi settecenteschi

All’estremità orientale del paese, come da tradizione della Muggiasca, c’è un’altra chiesetta trecentesca dedicata a S. Giacomo che ospita pregiati dipinti. Per chi avesse bambini, segnalo che la chiesa si affaccia su un piccolo parco giochi. 

 

Terza tappa: CAMAGGIORE

 

Consiglio vivamente di raggiungere questo borgo a piedi da Sanico. Il sentiero è molto suggestivo e regala scorci mozzafiato, oltre alla possibilità di fare scorta di castagne

Dal parcheggio libero di Sanico seguite le indicazioni per il Rifugio San Grato. Una mulattiera ombreggiata e poco impegnativa vi porterà in venti minuti al rifugio e, passando oltre, alla croce che domina il colle insieme ad una chiesetta seicentesca. Da qui potrete ammirare una vista spettacolare del lago di Como, oltre ai tetti di Bellano.

Tornate poi al rifugio San Grato e seguite le indicazioni per Alpe Camaggiore (1024 mt). Ci vorranno tre quarti d’ora per raggiungere la meta ma il sentiero, che in ogni caso è poco impegnativo, vi ripagherà di ogni fatica. 

Attraverserete verdi prati che d’estate e in autunno si colorano di lilla grazie al Colchico d’autunno, fiore gemello allo zafferano ma attenzione, è velenoso. 

Passerete da Busè, un piccolo borgo in pietra. 

Seguono poi maestosi boschi di conifere dove vi sentirete minuscoli di fronte a questi giganti della natura. Attraverserete castagni, ruscelli e betulle fino ad arrivare a Camaggiore

Il borgo è un alveare di casette in pietra e legno in stile rustico montano, fiori e fontanelle dove poter fare scorta d’acqua. Lo spettacolo del lago si intravede tra le case, ma per godere di uno degli scorci più belli sul lago di Como, raggiungete la chiesina di San Gerolamo

Vi attenderà un prato attrezzato con tavoloni per fare picnic, un bel parco giochi e la grande croce di ferro da cui ammirare il panorama a picco sul lago di Como, la Grigna Settentrionale fino al lago di Lugano e al Monte Rosa.

Per una tappa golosa c’è un ristoro a Camaggiore. Altrimenti, superata la chiesina di San Gerolamo, potete proseguire lungo la strada sterrata per raggiungere in cinque minuti una fattoria dove si producono ottimi formaggi e salami. Da qui avrete un’incantevole veduta della Valvarrone coi suoi borghi, e se avete fortuna, potreste incontrare qualche pastore in alpeggio con le sue mucche. 

 

Ultima tappa: BELLANO

 

Concludete la vostra gita fuoriporta scendendo a Bellano, un paese tutto da scoprire che meriterebbe una visita più lenta e dedicata. Ma vi basterà percorrere il lungolago e la via Alessandro Manzoni, parallela al lago e cuore del centro storico, per coglierne il suo vivace carattere, ben distinto dalla vicina Varenna. 

Segnalo due chicche da non perdere:

  1. Shakahari Lab (Via Manzoni). Un raffinato laboratorio dove si degustano tè, spezie, tisane ayurvediche e prodotti della tradizione indiana. 
  2. La Ca di Radio Vecc (Via Privata Achille 7). La Casa delle radio vecchie, un negozio fatto museo dove la Signora Rina e suo marito raccontano un pezzo di storia attraverso radio vecchie e grammofoni, oltre a pezzi unici come la prima radio Marconi del 1923. Ci sono anche radio autocostruite e i primissimi televisori esistenti. 

Buona esplorazione con la nostra gita fuori porta!

 

Come arrivare

Prendete la Statale 36 in direzione Lecco-Sondrio fino a Bellano. All’uscita svoltate a sinistra per Taceno e quindi, dopo il ponte sul fiume Pioverna, ancora a sinistra per Vendrogno.

 

 

 


Travel designer, creatrice di itinerari sensoriali e cacciatrice di bellezza dietro l’angolo. Ama la street photography, i graffiti e adora le camminate con finale godereccio. Follow @cheviaggiosei

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