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Valmalenco: 6 esperienze da fare come gita fuori porta

Quanti di voi non vedono l’ora di uscire dal proprio comune e staccare la spina in montagna respirando l’aria fresca e facendo un pieno di natura e relax? Daniela Grasso, travel designer di Che viaggio sei? propone un fine settimana in “casa, a breve distanza da Sondrio: la Valmalenco

Sono cinque i comuni che comprendono l’area: Caspoggio, Chiesa in Valmalenco, Spriana, Lanzada e Torre di Santa Maria. Tra questi, Chiesa Valmalenco è la principale località turistica invernale ed estiva. 

Il periodo ideale per andare in Valmalenco va da giugno a ottobre.

L’ambiente integro e selvaggio di quest’area alpina offre un ventaglio di esperienze tra escursioni ad alta quota, rifugi, baite, cave di pietra ollare, percorsi ciclopedonali, artigianato e tanti sapori!

Ecco qualche idea per passare un fine settimana esperienziale:

  1. RAGGIUNGI UN RIFUGIO E DORMI SOTTO LE STELLE 

Appaga tutti i cinque sensi in una natura ricca di boschi di latifoglie e praterie alpine dove puoi facilmente incontrare camosci, cervi, caprioli, stambecchi e rapaci. Nei sentieri si possono raccogliere lamponi, mirtilli e fragoline di bosco o incontrare mucche e capre al pascolo.

Se vuoi soggiornare in un rifugio per godere di scorci panoramici unici e dello spettacolo notturno della Via Lattea, sappi che l’area è piena di rifugi. C’è solo l’imbarazzo della scelta e tutto dipende da quanta fatica sei disposto a fare per raggiungerli. 

Tra questi segnalo il Rifugio Gerli-Porro, sull’Alpe Ventina, che d’estate si copre di rosa coi fiori di epilobio. Da qui si scorgono il ghiacciaio e i laghetti di Sassersa.  Si può pranzare sia all’interno sia sugli ampi tavoli esterni. Dal rifugio, in 40 minuti si raggiunge il Larice Millenario, il più antico d’Italia censito, nato nel 1007.  È ancora vivo e si trova quota 2160m. L’escursione è facile e si snoda lungo un percorso panoramico selvaggio e solitario.

Se ti manca l’allenamento, fai un’escursione al lago Palù. Lo si raggiunge comodamente prendendo la funivia da Chiesa in Valmalenco, che in pochi minuti porta ad un dislivello di oltre 1000 metri. Dall’Alpe Palù c’è un facile sentiero che porta al lago. Sali a destra un breve pendio che porta in circa 15 minuti all’arrivo della seggiovia del Dosso. Da lì segui un sentiero ben segnalato sul crinale che in circa 20 minuti conduce al rifugio Motta, arroccato su un terrazzo panoramico da cui si gode una bellissima vista su tutta la Valmalenco e sulle Orobie. Il lago Palù è uno degli specchi d’acqua alpini più suggestivi. Ricco di pesci, è circondato da prati di mirtilli. C’è anche il Rifugio Palù con una bellissima vista sul lago, camere con servizi privati e cucina tipica valtellinese.

Un’altra bella escursione: Alpe Campascio, a 2078 mt, una zona di pascolo con prati verdissimi. C’è lo storico Rifugio Cristina con le sue finestre rosse e la chiesina di Santa Maria della Pace che domina su un incantevole villaggio di baite in pietra e greggi di pecore.

  • ENTRA NELLA PANCIA DELLA MONTAGNA

Lanzada è l’unico comune lombardo la cui altitudine massima supera i 4.000 metri sul livello del mare, grazie ai 4.021 del Pizzo Bernina, la cui vetta (4.049 m s.l.m.) è situata in Svizzera. Lanzada è nota anche per la presenza di due bacini artificiali: la diga di Campo Moro e quella di Gera. Ma un pezzo di storia della cultura e delle comunità locali è sicuramente testimoniato dalla sua attività mineraria.  La Valmalenco è infatti stata scenario di importanti attività estrattive di pietra ollare, serpentino, amianto e talco.  Nel centro storico del paese c’è l’ ecomuseo-minerario della Bagnada. La visita guidata ti permette di conoscere questo pezzo di storia. Si tratta in questo caso di un ex-giacimento di talco. 

Il percorso si snoda tra le gallerie della miniera ed il museo minerario, dove sono esposti oggetti del lavoro quotidiano ed i principali minerali della Valmalenco. La miniera si sviluppa su 9 livelli, di cui 4 visitabili. Si possono osservare diverse tipologie di gallerie secondo l’utilizzo. C’è anche la riservetta, il locale dedicato alla conservazione degli esplosivi e alla preparazione delle cariche, e il Camerone, spazio ora riservato ai concerti. 

  • ASSAPORA LE MIGLIORI SPECIALITA’ DELLA VALLE

Dall’alpeggio nascono formaggi unici come Bitto, Casera e Scimudin. Due indirizzi per assaporare questi formaggi fatti a regola d’arte: Azienda Agricola Il Cornetto a Lanzada. Oppure Azienda Agricola Negrini Maurizio a Caspoggio. 

La Valmalenco e la Valtellina in generale sono anche il regno della bresaola DOP.  Se cerchi carni prodotte senza conservanti e coloranti, vai alla Casa della Carne a Lanzada. Si produce anche il “violino”, prosciutto di capra, agnello e capriolo. E la carne salata malenca.

Pizzoccheri e sciatt non hanno invece bisogno di presentazioni! La vera ricetta dei pizzoccheri è stata codificata dall’Accademia del Pizzocchero di Teglio, che da anni tutela e promuove questo piatto unico della cucina valtellinese in Italia e nel mondo.

Uno dei piatti più particolari della cucina valtellinese è lo Tzigoiner, la “carne sul bastone” di tradizione svizzera dei vicini Grigioni. È a base di carne, cotto e servito su un bastone di abete. 

Se vuoi accompagnare il tuo tagliere di salumi e formaggi ad un buon vino, scegli il Nebbiolo delle Alpi, corposo e profumato, che si sposa bene con le specialità locali. Nell’area sopra Sondrio il paesaggio è infatti plasmato da antichi terrazzamenti coraggiosamente coltivati a vite.  Puoi anche pensare di percorrere La Strada del Vino e dei Sapori della Valtellina, un’affascinante strada panoramica lunga 67 km tra i terrazzamenti vitati. Per una degustazione di vini segnalo l’Enoteca Gazzi con piccola cucina, a Chiesa in Valmalenco. 

  • INCONTRA SILVIO, IL MAESTRO LAVEGGIAIO

In Valmalenco e in Valchiavenna ci sono ancora una decina di cave di pietra ollare, alcune abbandonate altre parzialmente in attività. La pietra ollare è una formazione rocciosa verde opaco facilmente malleabile al tornio. Dalla pietra nascono piode e lavecc. Il lavecc è una pentola dalle eccezionali proprietà antiaderenti. La pietra si riscalda molto lentamente e mantiene costante il calore permettendo ai cibi di cuocere lentamente e in modo sano. Le piode sono invece lastre di pietra ollare ottime soprattutto per cuocere carne e pesce senza aggiungere condimenti. 

Durante il dopoguerra oltre 50 famiglie lavoravano la pietra ollare. Ora ne è rimasto solo uno: Silvio Gaggi, pittore e scultore, unico artigiano rimasto a portare avanti la tradizione di scalpello di pietra ollare. Il suo laboratorio è una sorta di museo vivente dove su prenotazione è possibile assistere ai processi di lavorazione della pietra. Con Silvio la pietra ollare si è elevata a materia prima di opere d’arte. 

  • VAI A SPASSO CON GLI ALPACA

A Caspoggio c’è la fattoria La Foppa, dove si allevano gli alpaca da ormai 10 anni. Arrivano direttamente dalle Ande ma si sono adattati perfettamente al clima alpino. L’azienda agricola ne ricava ottime lane filate poi e tinte a mano con prodotti 100% biologici per la realizzazione di maglioni, cappelli, sciarpe, guanti, tutti  a km 0.

Gli alpaca sono ottimi accompagnatori per fare passeggiate nella natura. Con questi teneri animali puoi riscoprire gli antichi pascoli della valle. 

  • SCOPRI INCANTEVOLI BORGHI 

Se vuoi fare un tuffo nel passato, visita Spriana, Scilironi e Marveggia. Tre suggestivi borghi contadini con case di pietra, viuzze strette e ripide, muretti in pietra a secco e antiche mulattiere. Sembra di essere in un presepe! E se ami i borghi, a 40 minuti di auto da Sondrio c’è una vera chicca: Grosio, splendido paesino che ospita il Giardino di Nicola di Cesare, definito il Gaudì di Grosio. Un sorprendente gioiellino incastonato nella roccia, con muretti, scalini, archi e pietre colorate. Da non perdere!

 


Travel designer, creatrice di itinerari sensoriali e cacciatrice di bellezza dietro l’angolo. Ama la street photography, i graffiti e adora le camminate con finale godereccio. Follow @cheviaggiosei

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